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    Nuovo
    Operatore Socio Sanitario

    La badante competente

    Autori
    Panizzi

    20,00 €

    • publish date giugno 2021
    • ISBN 978-88-299-3109-5
    • Code Piccin 1509610
    • Pages 168
    • Binding Brossura

    PRESENTAZIONE

    Questo libro nasce dall’esperienza diretta di chi è dovuto passare attraverso mille difficoltà per garantire l’assistenza ai propri cari; può quindi rappresentare un prezioso strumento per orientarsi su un tema di stringente attualità, destinato ad assumere sempre più rilevanza anche nel prossimo futuro. I dati parlano chiaro: l’Italia è il paese più longevo d’Europa ed uno tra i primi a livello mondiale. L’alta aspettativa di vita della popolazione ha, come contropartita, l’aumento delle condizioni di fragilità dovute alle comorbidità e alla ridotta autosufficienza. Sono 14 milioni gli over 65, quasi 1 italiano su 4, e sono oltre 2 milioni le persone che superano gli 85 anni. 

    La rete dell’assistenza a lungo termine, fatta di cure domiciliari e residenzialità assistita, è però ancora carente. Secondo i dati del Ministero della Salute, solo il 2% degli over 65 è stato
    accolto in Residenze Sanitarie Assistenziali e solo 2,7 anziani su 100 hanno ricevuto cure a domicilio; su queste ultime sussistono enormi divari regionali: in Molise e in Sicilia più del 4% degli anziani può contare sul servizio, mentre in Calabria e Valle d’Aosta si stenta ad arrivare all’1%. L’80,3% della popolazione over 65 vive in case di proprietà (il 76,1%) spesso senza ascensore; in continuo aumento sono gli anziani che vivono soli.

    In un contesto di questo tipo può assumere un’importanza centrale il ruolo delle assistenti familiari. Secondo l’Inps, nel 2019 i lavoratori domestici regolarmente assunti erano 886.125, di cui 276.316 erano assistenti familiari. Le famiglie italiane spendono per l’assistenza domiciliare circa 6,9 miliardi di euro l’anno e 920 euro al mese sono la cifra media che gli italiani dichiarano di pagare per la retribuzione di assistenti domiciliari, la cui provenienza di origine è così ripartita: paesi dell’Est Europa (60,7%), America del Sud (6,6%), Africa del Nord (3,3%). Le assistenti italiane sono una percentuale minoritaria: circa il 19,1%. In assenza di servizi sul territorio, se le famiglie non riescono a cavarsela da sole, devono far ricorso a un aiuto esterno: l’assistente familiare cui affidare la cura del proprio congiunto. La loro presenza nelle nostre case diventa quindi un servizio sempre più indispensabile, soprattutto per la cura delle persone anziane e non più autosufficienti. 

    Quali sono le modalità di reperimento di questo servizio? In quasi due casi su tre si cerca in modo informale, tramite il passaparola tra parenti e conoscenti. Per agevolare l’incontro tra la domanda e l’off erta di lavoro, alcune Regioni hanno istituito un registro degli assistenti familiari, cioè un elenco con i nominativi di persone che hanno svolto corsi di formazione professionale previsti per qualificare l’assistenza e anche per incentivare la regolarizzazione del lavoro di cura. 

    Per sostenere questa forma di welfare sarebbe auspicabile provvedere alla qualificazione delle assistenti familiari. I servizi domiciliari – anche di tipo sociosanitario – andrebbero ripensati in un contesto in cui possano assumere funzioni nuove: sostenere la formazione delle badanti, coordinarne l’intervento con altre risorse, svolgere un’azione di supervisione, fare casemanagement con l’obiettivo di lasciare meno sole le famiglie. L’importanza dell’assistenza domiciliare è stata rimarcata anche dal Governo in questo periodo di emergenza Covid-19 con la conversione in legge del Decreto Rilancio che prevede l’assunzione di 8 infermieri di famiglia e comunità ogni 50.000 abitanti (circa 9.600 assunzioni). Questa fi gura professionale
    si occuperà di assistenza ai pazienti Covid-19; allo stesso tempo aiuterà a proteggere gli elementi più deboli della società con una assistenza domiciliare integrata a pazienti in isolamento domiciliare, a malati cronici, a disabili ed alle persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. 

    È dunque importante evitare inutili sovrapposizioni tra diverse fi gure e lavorare in un’ottica di coordinamento per implementare la presa in carico delle persone più fragili sul territorio, attraverso l’elaborazione di un efficiente sistema di integrazione socio-sanitaria che dia risposte alla crescente richiesta di un’assistenza domiciliare qualificata. 

    Dott. Federico Gelli
    Presidente “Fondazione Italia in Salute”

    PREFAZIONE

    Il termine “Badante” è ormai entrato nel vocabolario della lingua italiana; con esso si intende: “la persona che si prende cura, soprattutto presso privati, di anziani o disabili”. Il termine viene accettato nel 2002 dall’Accademia della Crusca1 ed entra nell’uso quotidiano. Dopo una prima fase, nella quale assume una connotazione dispregiativa, nel 2009 diviene una categoria lavorativa formalmente riconosciuta dalla normativa contrattuale. Questo è il motivo per il quale, anche nel titolo di questo testo, è stato recepito tale termine a fronte del sinonimo “Assistente familiare”, forse maggiormente corretto ma meno direttamente comprensibile. Questa fi gura è oggi fortemente rappresentata da stranieri, in gran parte di sesso femminile, pur non mancando soggetti italiani. Diverse regioni, con propri provvedimenti, hanno costituito specifi ci corsi per badanti2, così come anche alcune associazioni di volontariato, con l’obiettivo di formare/preparare le persone interessate a tale attività e aggiornare quelle già impiegate nell’assistenza all’anziano o all’individuo a ridotta autonomia al fi ne di mantenerli nel loro ambiente di vita abituale. L’accesso ai corsi prevede il possesso, per gli stranieri, della conoscenza di base della lingua italiana. 

    La preparazione per il lavoro domestico delle badanti è prevista anche da una norma tecnica, la UNI 11766:2019 denominata “Patente di Qualità”. Essa, di fatto, va a colmare una carenza normativa infatti, fi no a tale data, non era presente in Italia un sistema di certificazione riguardante le competenze degli assistenti familiari (colf, badanti e baby sitter).3
    Questo testo nasce con la volontà di contribuire alle conoscenze di base assolutamente necessarie per l’assistenza a domicilio di persone con scarsa autonomia o immobilizzate ed è rivolto non soltanto alle assistenti familiari/badanti, ma anche ai familiari stessi. In esso, infatti, si suggeriscono/consigliano le azioni necessarie da mettere in atto nelle svariate situazioni di assistenza, in accordo con i vari professionisti e specialisti sanitari. 

    Il testo è volutamente scritto evitando il ricorso a termini troppo specialistici, per una migliore comprensione, pur evitando di decadere nel semplicismo eccessivo. A corredo del testo si trovano utili immagini e tabelle esplicative. 

    Per gli Autori
    Romano Panizzi

    Prime pagine

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