Carrello: 0 Prodotto Prodotti (vuoto)

Nessun prodotto

Spedizione Non ancora calcolato
Totale: 0,00 €

Attributi:
Quantità:
Totale:

Ci sono 0 prodotti nel tuo carrello C'è 1 prodotto nel tuo carrello

Totale prodotti
Spese di spedizione  Gratuito!
Totale
Continua con lo shopping Vai al carrello
Prodotto aggiunto con successo alla carrello
Ginecologia e Ostetricia

Urgenze ed emergenze in sala parto

Autori
Ragusa - Crescini

38,00 €

  • publish date ottobre 2016
  • ISBN 978-88-299-2794-4
  • Code Piccin 1801214
  • Pages 432
  • Binding Brossura

II edizione

Perché scrivere un libro di medicina oggi? Un testo, nell’era dell’informazione digitale, dove con qualsiasi minuscolo device è possibile connettersi da qualsiasi remoto angolo del globo e, connessione permettendo, accedere a immense banche dati, pronte a riversare su di noi un’immensità di informazioni, anche pubblicate il giorno prima. Scrivere un testo che è già vecchio appena pubblicato, che riporta linee guida che saranno presto superate da altre, più aggiornate e più veloci. La velocità è stata l’imperativo categorico del ’900 e continua ad esserlo anche ai giorni nostri. Ma dentro un libro c’è qualcosa di più dell’aggiornamento, dentro un buon libro c’è l’esperienza dell’autore, il suo vivere la clinica come sfida quotidiana, il suo raccogliere esperienze con un’intensità al di fuori delle regole, delle linee guida e dei protocolli. L’assistenza è come la responsabilità penale: individuale. I protocolli, le linee guida e le regole sono importanti, essenziali, addirittura indispensabili per assistere la persona, ma essi non sono il punto di arrivo dell’assistenza, bensì il suo punto di partenza. Partenza senza la quale non è concepibile pensare di assistere la persona nella sua interezza. I protocolli devono dissolversi nel gesto clinico reale, vero, che se vuole essere terapeutico, deve essere individualizzato, entrare pericolosamente nell’alterità dell’altro, per farne proprie le sofferenze ed il patire. Ci vuole passione e compassione, ma anche compagnia, da soli è difficile curare, esercitare questa splendida presunzione richiede compagnia e conoscenza e lentezza. Abbiamo chiesto agli autori di esplicitare il proprio punto di vista, alcuni ci sono riusciti pienamente, altri forse no, ai lettori il giudizio. La speranza è che il gruppo GEO continui a lavorare insieme, poiché solo con la compagnia e la conoscenza si sconfigge la paura e la paura è il nemico della sala parto. Paura del dolore, della morte, della malattia, della legge, che cessa di essere giusta, quando pretende di giudicare con il linguaggio penale il comportamento di chi è in buona fede, l’errore, che è insito nella natura umana, diventa allora fonte di reddito o di vendetta, perdendo così il legame con la legge, che per secoli si è modificata a seguito del modificarsi delle conoscenze mediche. Oggi si assiste ad una drammatica inversione di questo rapporto: la legge cambia la medicina e non viceversa, medicina difensiva la chiamano, con un nonsenso, ma chi di noi si farebbe curare da un avvocato?

Il gruppo GEO nasce da un’esigenza di condivisione. È un gruppo “liquido”, i suoi componenti cambiano nel tempo e nello spazio, non ha uno statuto, né un organigramma, non ha delle regole da seguire, coloro che vi collaborano condividono tuttavia alcuni presupposti di base:

  • la gratuità: si può anche prendere denaro per la didattica, ma l’obiettivo non è il guadagno;
  • la condivisione delle conoscenze: nessuno tiene per sé nulla, il sapere deve essere condiviso;
  • l’interscambiabilità della didattica: tutti devono poter insegnare tutto ciò che sanno, ognuno con il suo stile, i suoi limiti e le sue virtù;
  • la trasmissione delle conoscenze è sia verticale che orizzontale: i giovani e i vecchi devono scambiarsi l’esperienza e l’entusiasmo;
  • la collegialità delle decisioni: non c’è un capo, le decisioni sono assunte dopo discussione comune, in cui si vagliano le varie possibilità, i membri del gruppo pesano per ciò che sono, non per il ruolo che hanno nella medicina.

Il gruppo non insegna l’eccellenza, si insegnano le conoscenze e le abilità manuali, che tutti coloro che stanno di fronte alla nascita, siano essi medici o ostetriche, dovrebbero possedere e applicare con diligenza e affettività. Ostetrica, infatti, è la traduzione di Obstetrix, da Plinio, la parola proviene da “obopem stare” ergo assistere, aiutare, stare davanti. Il testo è suddiviso in quattro grandi sezioni:
1) La pianificazione e l’organizzazione del lavoro in sala parto
2) Le urgenze e le emergenze materne
3) Le urgenze e le emergenze materno-fetali
4) Le urgenze e le emergenze fetali.
Esse contengono nell’insieme 29 capitoli, lo sforzo è stato di riunire tutte le conoscenze disponibili, nella letteratura medica, sulle urgenze e le emergenze che il medico e l’ostetrica possono incontrare nella quotidiana gestione della sala parto. Il taglio è quello pratico, il testo è corredato di illustrazioni, algoritmi ed esempi chiarificatori affinché il lettore possa trarre il massimo beneficio con il minimo sforzo. L’assunto principale è che la prassi, la conoscenza pragmatica precede ed integra la conoscenza teorica, ribaltando così la principale concezione didattica secondo cui prima si impara la teoria poi si fa. Gli studi più recenti ci mostrano che invece vale il contrario. Dal punto di vista filogenetico, la mano precede di decine di milioni di anni il processo di teleencefalizzazione, gli esseri umani hanno imparato a usare le mani prima della testa. Gli autori i curatori e i revisori del libro desiderano che esso diventi uno strumento di consultazione e di aggiornamento continuo, essi chiedono ai lettori di segnalare eventuali errori, sviste o integrazioni.

ANTONIO RAGUSA
Direttore Struttura Complessa
di Ostetricia e Ginecologia
Ospedale di Massa e Carrara

Pagine iniziali

Dimensione del file (110.85k)

No customer comments for the moment.

Scrivi la tua recensione

Prodotti correlati